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Cittadini di Damanhur si sono trovati, in alcuni casi, coinvolti in processi presso il Tribunale di Ivrea, per violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici.

Due casi riguardano la gestione del territorio di Damjl, vale a dire l'area di Baldissero Canavese, in via Pramarzo 3 nella quale Damanhur si è insediata a partire dalla sua fondazione, e l'area attigua di via Pramarzo 1, nella quale si è espansa nel 1990. Un terzo riguarda l'area boschiva del Comune di Vidracco, vicino ai Tempi dell'Umanità.

CANALE DI NASCITA

Nei primi mesi dell'autunno del 1994, il Piemonte settentrionale fu investito da temporali di eccezionale portata, che causarono ingenti danni in numerose aree, tanto che la Regione Piemonte decretò lo stato di calamità naturale per molti Comuni, fra i quali Baldissero Canavese.

Anche l'area di Damjl fu oggetto di violente precipitazioni: un'enorme massa di acqua, fango, detriti, legname franò a valle, proveniendo dai Monti Pelati – area protetta, oggi Parco provinciale, alle cui pendici si trova Damjl – andando a investire il prato che i damanhuriani chiamano "Canale di nascita", nel quale oggi si trovano numerosi circuiti in pietra per esperimenti di rigenerazione energetica, e spingendosi fino alla casa di Milte, abitata da persone adulte con figli.

Nei giorni immediatamente successivi ai nubifragi, Gorilla Eucalipto (Valter Marenco) e Passero Olmo (Daniele Buriani) si attivarono per lo sgombero dei detriti depositati sul Canale di nascita e intorno alla casa. Ricevettero l'aiuto saltuario anche di altri damanhuriani ma in misura relativa, dato che un po' ovunque c'erano danni da riparare; ebbero però la possibilità – in particolare Gorilla, in possesso della patente adeguata – di utilizzare macchinari per il movimento terra, di proprietà di altri cittadini damanhuriani.

Nel giro di pochi giorni Gorilla e Passero ripristinarono lo stato dell'area, operando per forza di cose una modifica: realizzarono un muretto a secco nei punti in cui c'era stato maggiore cedimento del profilo della collina e spianarono l'area conseguente, per una larghezza media di 25 metri, che prima delle piogge era leggermente declinante.

In ragione di queste due modifiche, furono denunciati per violazione dell'art. 110 C. P. e 20 lett. c) legge 28/2/1985 n. 47 in relazione agli artt. 1 e 1 sexies legge 8/8/1985 n. 431 perché "agendo nella qualità di esecutori dei lavori, in assenza della prescritta concessione edilizia e della speciali autorità dell'Autorità Regionale, eseguivano (...) lavori di modificazione e trasformazione del terreno".

Il dibattimento si svolse di fronte al Pretore Antonio Tiseo. Il pm chiese, per i reati ascritti a Gorilla e a Passero, la condanna a sei mesi di arresto e un'ammenda di cinquanta milioni di lire per entrambi.

Nel luglio del 1997, il Pretore pronunciò una sentenza di assoluzione per entrambi.

Secondo il Pretore, infatti, era innegabile che Gorilla e Passero avessero agito in stato di emergenza: lo si ricava infatti sia dalle dichiarazioni dei testi della difesa, sia da quelle dei testi dell'accusa. Lo stato di emergenza, a un esame tecnico approfondito, non si sarebbe rivelato come stato di assoluta necessità, ma il Pretore ritenne che, per il comportamento di Gorilla e Passero, si potesse parlare di stato di necessità "putativo", cioè da loro attribuito alla situazione: la grande massa di acqua, fango, materiali vari riversatasi tutto intorno poteva facilmente indurre a prefigurare scenari di pericolo, basati non solo su congetture emotive. Più semplicemente, Gorilla e Passero, sulla base di un oggettivo disastro, avevano temuto che esso potesse avere conseguenze ulteriori e avevano eseguito un intervento di ripristino eccedendo per tempestività e per misura. Eccessi, questi, che il Pretore ha considerato giustificabili data la situazione.

Per questo, Gorilla e Passero furono assolti "perché non punibili per aver agito in stato di necessità putativo".

MENHIR

Il successivo episodio risale al giugno del 2007. In questo caso, i due cittadini coinvolti sono Panda Sandalo (Arcangela Bongermino) e Pooka Gelso (Guido Gherner).

Panda e Pooka, la prima quale presidente della cooperativa edilizia Peal, proprietaria del fondo, il secondo quale materiale esecutore dei lavori, sono stati denunciati per violazione pp. e pp. degli artt. 110 C. P., 44 lett. c) del D. P. R. 6/6/2001 n. 380 e successive modificazioni e integrazioni, in relazione agli articoli 181 comme 1; 142 comma 1 lett. f) e 146 del D. Lvo del 24/1/2004 n. 42 e successive modificazioni e integrazioni, per il seguente motivo.

Nacque in alcuni damanhuriani l'idea di arricchire l'area nella quale si svolgono le celebrazioni dei Solstizi e degli Equinozi – cioè l'area di Damjl maggiormente esposta verso Sud-Ovest, confinante con terreni demaniali – con una serie di menhir che facessero da "antenne", secondo le antiche tradizioni druidiche, tra il Cielo e la Terra. Pooka si fece carico della realizzazione dell'idea e posizionò nove menhir in pietra, di altezza dai tre ai tredici metri, intorno al cerchio nel quale avvengono ogni anno le celebrazioni. I menhir provenivano dalla cava di Brosso, nell'alta Valchiusella, erano – e sono – tutti interrati per circa tre metri, in modo da essere stabili, e bloccati con sassi e pietre del luogo. La terra riportata loro intorno è lasciata a prato, com'era originariamente. L'installazione dei menhir è avvenuta tramite una gru.

L'opera è stata contestata dal Comune di Baldissero Canavese come violazione non autorizzata di vincoli paesaggistici, ambientali e urbanistici.

Nell'occasione di un sopralluogo, i tecnici del Comune notarono anche trenta metri circa di strada dal parcheggio alla casa di Milte che, pur preesistente, era stata ricoperta con autobloccanti senza il preventivo deposito della Dia, e sporsero denuncia anche per questo.

La denuncia e il successivo dibattimento non sono mai arrivati a sentenza definitiva poiché nel giugno 2011 sono scaduti i termini della prescrizione e sia Panda sia Pooka sono stati conseguentemente scagionati.

La linea difensiva sostenuta da Panda e Pooka era che nel caso della strada, considerando che non c'erano stati né deviazione, né allungamento, né allargamento della stessa ma la sua semplice pavimentazione, la Dia non era dovuta.

Nel caso dei menhir, invece, Panda e Pooka facevano rilevare che, al di là del valore simbolico e di ricerca che i nove mehir hanno per i damanhuriani, all'atto pratico si tratta di nove pietre, provenienti da una cava locale, installate in totale sicurezza: sono quindi installazioni assimilabili a opere ornamentali per giardini privati, che come tali non hanno bisogno di ulteriori autorizzazioni.

"BUCHE"

Un terzo episodio riguarda l'area collinare di Vidracco, la zona nella quale si trovano, oltre ad alcuni nuclei comunità, il Bosco sacro e i Templi dell'Umanità. Per la precisione, in questo caso la contestazione riguarda l'area delle cosiddette "Buche", vale a dire le cave di calce abbandonate da decenni nelle quali i damanhuriani progettano di realizzare il Tempio dei Popoli.

Tale area, abbandonata da decenni, è stata acquistata all'inizio degli anni Duemila dalla cooperativa edilizia damanhuriana Atalji. A cavallo tra il 2005 e il 2006, vennero effettuati dei lavori di pulizia del bosco, eliminazione di legna secca, spostamento di terra per mettere l'area in sicurezza e permettere un più agevole passaggio e un più comodo deposito dei mezzi agricoli con i quali viene abitualmente manutenuto il bosco.

In un'ulteriore particella, venne ricavata un'area per depositare la legna tagliata – sia il secco eliminato nella circostanza, sia il legname normalmente abbattuto nel bosco durante la stagione autorizzata – spianando e allargando una preesistente piazzola e il sentiero che vi portava.

Un vicino denunciò l'entità dei lavori e il Tribunale di Ivrea istruì una causa nei confronti di alcuni damanhuriani per violazione p. e p. dagli artt.110 C. P., 44 comma 1 lett. c) del D. P. R. 6/6/2001 n. 380 e successive modificazioni e integrazioni, in relazione agli artt. 142 comma 1 lett. g), 146 e 181 comma 1 del D. Lvo 22/1/2004 n. 42 e successive modificazioni e integrazioni, per aver eliminato alcune ceppaie di castagno senza autorizzazione della Guardia Forestale, aver operato un movimento terra eccessivo rispetto alle Dia precedentemente depositate e aver eseguito lavori in assenza di autorizzazione. La causa si rivolgeva a diverso titolo a Condor Girasole (Eugenio Mensi), Marlin Biancospino (Germano Sappa), Cicogna Giunco (Maria Luisa Paganini), Coniglio Cicuta (Stefania Podda) e a un professionista della zona.

Il processo venne condotto dal Giudice Marianna Tiseo. Come per il procedimento penale precedente, il reato si è estinto per avvenuta prescrizione, nel febbrio 2011.

La difesa che i damanhuriani coinvolti avevano presentato attraverso i loro legali riguardava il fatto che le ceppaie effettivamente eliminate erano secche e non vitali, come invece segnato nelle mappe forestali; a questo proposito, e allargando la valutazione a tutti gli interventi contestati, si evidenziava anche la non precisione delle mappe, una volta confrontate con le rilevazioni Gps, condizione che rendeva aleatorie molte delle misurazioni poste a fondamento delle accuse.

L'intervenuta prescrizione ha chiuso di fatto il contenzioso, mentre le persone imputate hanno provveduto – pur non essendo richiesto dal Tribunale – al reimpianto di polloni di castagno in luogo delle ceppaie eliminate che erano state oggetto di contestazione.

CONSIDERAZIONI

Tutti i casi si sono risolti senza condanna nei confronti dei damanhuriani coinvolti, sebbene solo il primo con un'assoluzione piena mentre il secondo e il terzo per scadenza dei termini prescrizionali. Sicuramente occorre maggiore attenzione anche da parte dei damanhuriani, attenzione che in alcuni casi è stata forse inferiore alla precipitazione nell'eseguire gli interventi.

Questo doverosamente premesso, ci preme far notare l'esiguità delle violazioni contestate, a fronte delle grandi opere realizzate dai damanhuriani in questi anni per riqualificare l'area nella quale vivono e portarvi gente e attività. Il fatto che errori commessi da damanhuriani finiscano per avere maggiore risonanza di errori analoghi o superiori commessi da altri, fa parte dell'"attenzione" particolare che molti amano tributare alle realtà in qualche modo scomode, denunciando da parte loro chissà quali abusi.

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